Fatti furbo

E finalmente mi sono lasciato alle spalle la Croazia. L’unico rimpianto è che come al solito ho cambiato più soldi del necessario: adesso vado in giro con le bisacce traboccanti di kunas croate come l’ultimo degli ex-dittatori slavi in fuga attraverso i Balcani.

Oggi, dopo appena 110km, ho mollato il colpo a Novi Sad, davanti ad un albergo con centro benessere, e mi sono concesso un meritato massaggio alla schiena. Appena ha saputo del mio viaggio, la massaggiatrice mi ha detto che secondo lei il pericolo maggiore non sono né i cani né i camion bensì i malintenzionati che attaccano gli stranieri perché stupidamente danno per scontato che abbiamo addosso una paccata di contanti. Ma non lo hanno ancora capito, si domandava la tipa, che i viaggiatori oramai si sono fatti furbi e vanno in giro con due lire in tasca? Già… Non lo hanno ancora capito?

4 risposte a “Fatti furbo

  1. Fossi in te starei tranquillo: vedendoti in bici nessuno sospettera’ che arrivi dall’Italia (si diranno che nessuno puo’ essere tanto pirla da fare una cosa del genere). Al massimo penseranno che sei un Croato con solo qualche Kunas in tasca e ti disprezzeranno…

  2. Certo che dall’anno scorso ne hai fatta di strada…..E, come capita spesso, il viaggio si rivela diverso da come uno se l’immaginava: Paesaggi che, sulla carta, potevano apparire più verdi “floridi”, si mostrano nel loro reale aspetto, mentre i timori della partenza rimangono ombre via via più flebili.
    D’altra parte, noi, che grazie ai Media, ad Internet ed alle mappe di Google pensiamo di sapere già tutto e di conoscere il Mondo (magari perchè lo vediamo dal finestrino di un aereo), ci troviamo spiazzati dalla realtà “reale”, quella che non viaggia secondo i nostri canoni temporali o “estetici”, ma su ritmi e modalità ben diverse.
    Il Mondo, anche quello a noi più “vicino”, risulta invece sconosciuto, per certi versi quasi “alieno”, perchè ci mostra una realtà alla quale noi, “educati” frequentatori di città e villaggi turistici, non siamo preparati a vedere.
    In questo senso, il viaggio solitario risulta illuminante più di quello in compagnia perchè esalta le nostre debolezze, scardina maggiormente i nostri (deboli) punti fermi, ma ci mette anche nelle condizioni di sperimentare le nostre forze nascoste.
    Una sorta di “Grand Tour” moderno, dove non si acquistano opere d’arte o oggetti ma “Cultura”, un valore che rimane inalterato negli anni e non subisce degrado.
    Perdona la prolissità, ma ho saputo da poco del tuo blog e mi piaceva poter condividere “idealmente” il viaggio con te.

    Al prossimo intervento!
    Maurizio

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