I ferraresi

Oggi tappa di 150km e 2.000mt di dislivello da Alcaniz a Teruel. Con il vento costantemente contro.

Non ce l’avrei mai fatta se a fine giornata non avessi incontrato i miei nuovi migliori amici che mi hanno fatto stare in scia per gli ultimi 50km, proteggendomi dal vento e facendomi pedalare a 30km/h senza fatica.

Sono di Ferrara, i miei nuovi amici. Due uomini e una donna, tutti sulla cinquantina.

E sono più sfigati di me.

Quando entro io nei bar di questo entroterra dimenticato da dio, gli autoctoni si zittiscono e fissano lo sguardo sulle mie parti basse. Non perché siano degne di particolari attenzioni, ma soltanto perché il sudore di 2.000km ha disegnato, sui miei pantaloncini aderenti di licra neri, delle striature bianche a forma di frecce. Che ovviamente puntano in modo concentrico proprio sul pacco. Ma è una questione giusto di un paio di secondi. Dopo una rapida e delusa occhiata, gli astanti tornano a giocare a carte ed io torno ad essere nessuno.

Ma i ferraresi… loro sì che sanno tenere la scena. Indossano tutti la stessa maglietta e lo stesso gilet di similpelle. Si tolgono il casco contemporaneamente soltanto dopo essersi seduti e scuotono la testa per liberare le chiome come faceva Farraw Fawcett in Charlies’ Angels. Sergio, il più tecnologico dei tre, ha anche montato sul casco una telecamera.

Abbiamo fatto amicizia subito.

Dopo una dozzina di bocadillos si sono offerti di fare un po’ di strada insieme. Io li ho ringraziati ma, dando per scontato che parcheggiate fuori ci fossero tre Harley, ho rifiutato dicendo che li avrei costretti ad un’andatura troppo lenta.

I tre si sono scambiati uno sguardo d’intesa, evidentemente compiaciuti di avere creato il solito malinteso, e mi hanno mostrato i loro mezzi.

I ferraresi viaggiano su altrettanti cinquantini degli anni ’70, due Ciao e un Boxer. Anche loro dotati di bandierina tricolore.

Ed è così che dopo 50km sono entrato a Teruel: preceduto dai tre cinquantini in formazione da Frecce Tricolore con tanto di telecamera e bandiere. Una specie di Giro d’Italia dei poveri.

Sergione ha promesso di postare il video che ha girato con la sua telecamera. Nel frattempo beccatevi questo.

5 risposte a “I ferraresi

  1. Be’, ho sempre pensato che fare migliaia di km in bici fosse da matti ma farli con un Ciao….tieniteli stretti, devono essere di una simpatia folle, gente assolutamente da frequentare. Vai Darione, siamo tutti con te!!!!!!!!!!!!

  2. Molto bello il paese di Teruel: Addirittura ho scoperto essere stato dichiarato dall’ UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
    Certo che ora le temperature si faranno vi via sempre più opprimenti, forse ti converrà spostare in avanti gli orari dei tuoi trasferimenti (a meno che tu non l’abbia già fatto).

    Ciao! (e Boxer).

    p.s.
    Ma dove vanno i ragazzi con i loro ciclomotori?

  3. Grande Dario!
    Per la prossima tappa ti mando un paio di miei amici a farti da lepre
    Uno è il maestro Rota col suo cinquantino e Confalonieri con la grande punto

    Ps ma non sarà il caso di mettere un rinforzino li in basso … Sai per tenere alto l’onore italico…

    Sempre sintonizzato

  4. Caro amico,
    anche io e la Walli da piccoli avevamo degli amici immaginari.. il Boxer.. il Ciao e le bandierine dell’Italia.. certo!
    Bagnati la testa ogni tanto!
    Sei sempre il nostro eroe ( saluta tutti!! )

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